Bologna, fine anni Ottanta.
Una banda armata semina terrore
tra caselli autostradali, supermercati, uffici postali e strade di periferia.
Colpiscono in pochi secondi, con precisione militare. Poi spariscono.
Per anni nessuno riesce a
fermarli.
L’ispettore Samuele Ferri guida
un’indagine che si rivela presto più complessa del previsto: piste che non
portano a nulla, arresti sbagliati, errori, depistaggi. E soprattutto una
sensazione sempre più inquietante: che chi colpisce conosca troppo bene i tempi
e i movimenti delle forze dell’ordine.
Mentre la violenza continua e la
città impara a convivere con la paura, Ferri è costretto a mettere in
discussione tutto: il suo lavoro, le sue certezze, la sua stessa vita.
Fino ad arrivare a una verità che
nessuno vuole vedere.
Liberamente ispirato alla
vicenda reale della Banda della Uno Bianca, questo romanzo ripercorre gli
anni più bui tra il 1987 e il 1994, restituendo il clima di tensione e il modus
operandi di una delle organizzazioni criminali più spietate della storia
italiana.
Pur nella finzione narrativa —
nomi, luoghi ed eventi sono in gran parte reinventati — l’autore mantiene un
forte legame con la realtà, includendo anche il riferimento alla strage del
Pilastro, uno degli episodi più efferati.
Un racconto teso e umano che,
oltre alla caccia ai colpevoli, mette a nudo gli errori, i depistaggi e le
ombre che hanno segnato le indagini.

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