giovedì 19 marzo 2015

Pàntaclo vive !



La stesura del mio libro "Pàntaclo" è finita da un pezzo e il libro è stato pubblicato già da tempo, ma purtroppo, come da me segnalato già nelle scorse settimane nella sinossi dell'eBook, la storia non è ancora finita. Il libro si sta auto alimentando da solo e io non posso aggiornarlo come se fosse su Wikipedia.
Perché dico questo. Perché ieri l'attentato di Tunisi ha riportato alla ribalta le mie tesi che gli ultimi attacchi effettuati dall'Isis abbiano un filo logico, non prevedibile, ma che ha un comune denominatore: i numeri. E' innegabile che la Setta che nella mia storia prepara l'Avvento dell'Anticristo, oggi si possa tranquillamente paragonare al movimento jihadista.
Dopo Parigi e Copenaghen, ecco Tunisi. Perché affermo che anche l'attentato di Tunisi si inquadra perfettamente nel disegno malefico? Semplice. Il giorno dell'attentato è il 18. 8-1 = 7. La data dell'attentato è il 18/03/2015. 18+3+8 (2015) = 29.  9-2 = 7.
Ora gli scettici non potranno accusarmi di andare a cercarmi appositamente gli eventi per cercare di trovare le combinazioni numeriche che fanno al caso mio. Gli eventi stanno accadendo, sono reali, sono cronaca dei nostri giorni, e il Male è più forte che mai che si chiami Setta del Pàntaclo (fantasia) o Isis (realtà).
Speriamo che il gesto coraggioso di Papa Francesco di indire una Anno Santo Straordinario durante un epoca di violenze e di diffusa anticristianità, abbia la forza di calamitare le forze del bene per sradicare una volta per sempre il maligno.        

mercoledì 18 marzo 2015

Italietta !



Come si diceva ai tempi degli antichi romani, mentre a Roma si discute, Sagunto cade.
Mi è venuta di getto questa equiparazione, paragonando purtroppo a Sagunto i nostri eroici Marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Mentre i nostri politici continuano a parlare a vanvera cercando di risolvere la questione con l'intervento delle Istituzioni Internazionali, i nostri ragazzi continuano ad attendere non si sa bene cosa.
Latorre è fortunatamente in Italia, ma non in vacanza, semplicemente perché si sta curando per problemi cardiaci (con obbligo a breve di rientro in India), mentre Girone sta marcendo in quel paese di beoti.
Un paese che sarà anche la seconda economia emergente nel mondo dopo la Cina, ma che sta dimostrando di essere governata da cavernicoli che non hanno la più pallida idea di cosa sia la giustizia e l'umanità. Per non parlare dell'ipocrisia che ammanta tutta questa lurida storia. I governanti indiani che se ne sono sempre sbattuti altamente i coglioni dei poveri che sono ancora milioni nel loro paese, adesso mostrano i muscoli perché, a loro dire, i nostri Marò avrebbero ucciso due pescatori. Ma da quando ai politici indiani interessa il destino dei loro pescatori?
Questa è una sporca faccenda, dove dobbiamo prima o poi toglierci i guanti.
Basta sperare nell'UE, basta sperare nell'ONU, basta appellarsi, anzi umiliarsi davanti alle autorità indiane che stanno continuamente decidendo di non decidere.
BASTA PAROLE!
Latorre in primo luogo non si deve muovere dall'Italia, non oso pensare il contrario.
Per quanto riguarda Girone, deve partire Renzi in persona, andare in India e dire a chiare lettere "me lo riporto a casa, il processo lo faremo in Italia. Volete impedirlo, allora dovete fermare anche me".
A quel punto, scoppierebbe un caso diplomatico, ma chi se ne frega. L'importante è riportare Girone in Italia. Se Renzi facesse una cosa del genere, avrebbe il mio voto per i prossimi 20 anni, a prescindere.
Purtroppo dubito che accadrà ciò e rimpiango di non essere americano. Gli Americani i loro ragazzi se li vanno a prendere dopo 24 ore, non dopo tre anni        

martedì 17 marzo 2015

#ELTONJOHNSTAISERENO !



Vendola dopo il caso D&G: "Tra due mesi sposo Ed e penso alla paternità"


Il leader di SEL si confida al settimanale "CHI" e risponde a distanza alla polemica sulla famiglia tradizionale suscitata dalle frasi degli stilisti che hanno tanto fatto infuriare la stella inglese del rock Elton John.




domenica 15 marzo 2015

исключен !



Oggi è una giornata plumbea, pioviggina e fa freddo. Di sicuro il clima non mi aiuta a superare l'incazzatura per quello che mi è successo ieri. Vi chiederete che cosa c'entra Stalin con questo post e soprattutto cosa significhi il titolo del post medesimo scritto chiaramente in russo. Ebbene, l'ingombrante presenza del dittatore bolscevico la chiariremo strada facendo. Per quanto riguarda il titolo significa semplicemente: Cancellato, espulso !
Eh sì, perché dopo ripetuti e vani tentativi sono finalmente riuscito a farmi sbattere fuori dal Forum Simplicissimus Book Farm. 
I miei rapporti con i moderatori non sono mai stati idilliaci (ammetto che io sono piuttosto propenso alla polemica). In particolare ce ne sono due, uno che ha per nickname una lettera dell'alfabeto greco (ma che dubito abbia mai studiato tale lingua), l'altro che ha un nickname che richiama alla memoria la battaglia di Little Bighorn dalla parte degli Indiani. Abbiamo avuto diversi scambi di opinioni sulla interpretazione delle regole del Forum, chiare forse o forse no neppure ai moderatori stessi che le hanno create.
Allora partendo dall'assunto che è lecito che un Forum abbia delle regole, è altrettanto lapalissiano che tali regole debbano essere comprensibili, semplici e soprattutto valide allo stesso modo per tutti.
E' stato stabilito che, onde evitare continui rimandi degli autori, fossero accettabili solo "gli UP (ma perché non parlare in italiano?) non fini a se stessi".
Capite che una regola di tal senso lascia ai moderatori una discrezionalità mostruosa. Infatti sono iniziate le cancellazioni. Le ho tollerate tutte, ma una no.
Il 13 marzo il mio eBook "Pàntaclo" è diventato gratis, grazie a una variazione di pubblicazione. Una notizia molto importante per i lettori. Un libro a pagamento diventava gratuito. Quale UP meno fine a se stesso se non questo?
Nulla da fare. UP cancellato senza alcuna motivazione.
L'ho reinserito, pensando ad un errore. Cancellato nuovamente.
A quel punto mi sono intestardito e utilizzando l'account di mia sorella l'ho nuovamente inserito. 
E qui si giustifica l'immagine di Stalin. 
Con un metodo puramente stalinista non solo i nostri amici moderatori hanno cancellato i miei rimandi, ma hanno fatto tabula rasa di tutto quello che aveva a che fare con la mia persona. Espulso il sottoscritto, espulso il clone (che era poi mia sorella), espulsa una certa Cristina65 che non so neppure chi sia. Mi hanno bloccato tutti gli accessi, trattandomi da mentecatto.
Comunicazioni: nessuna
Motivazioni: nessuna
Contraddittorio: nessuno.
Detto sinceramente, a me non me ne frega un cazzo, ma ne faccio una questione di prestigio. Odio l'ingiustizia, l'arroganza, il sentirmi dire da ragazzotti che avranno da non molto tempo finito di bere il latte, cose che non si permette di dirmi neppure mia moglie.
Ma io sono abituato a battagliare. Nella battaglia mi esalto. Vediamo cosa riesco questa volta a tirare fuori dal mio cilindro.  
Per concludere consiglio ai miei amici moderatori di leggere un piccolo libretto. Non è recente ma ha il dono di essere sempre attuale. Si intitola "La Costituzione Italiana".

venerdì 13 marzo 2015

Da oggi "PANTACLO" gratis su tutti gli Store !



Una NUOVA notizia importantissima.
Ho ritirato "Pàntaclo" da KDP Amazon e l'ho ripubblicato con YOUCANPRINT.
Il risultato? Da oggi il libro è in vendita gratuita su tutti gli STORE, a tempo indeterminato.
Per ora il libro è disponibile su:


Nel corso di qualche giorno il libro sarà disponibile anche su tutti gli altri Store.
 
Perché ho preso questa decisione? Per un semplice motivo. Questa è la versione originaria di "Pàntaclo" e non quella rivista e riadattata inserita nel mio ultimo romanzo "Crime". Per cui chi volesse leggere la prima stampa di "Pàntaclo" può farlo gratuitamente. 

Buona lettura !


martedì 10 marzo 2015

Soddisfazioni...


Sì, lo ammetto è una picolla/grande soddisfazione vedere il mio eBook "Thriller Trilogy" in testa, ormai da diversi giorni, nella TOP 10 Generale di MediaWorld. Avere alle spalle autori ben più blasonati di me mi inorgoglisce e allo stesso tempo mi spinge sempre di più a proseguire nella mia attività editoriale. 
Ovviamente un sincero ringraziamento a tutti i lettori che hanno creduto in me e nel mio libro.

lunedì 9 marzo 2015

L'ex tesoriere che ora fa il caffè



La seconda vita di Francesco Belsito.
L’ex tesoriere della Lega, inquisito, gestisce un bar a Genova

Davanti alla sua gelateria, l’altra mattina, li ha visti sfilare tutti. Leghisti noti e meno noti, il segretario Salvini e il candidato governatore Rixi in testa. E lui lì, al bancone dei bignè e delle sfogliatelle, oppure dietro alla cassa.  
Il giorno dopo, Francesco Belsito, giura di non aver provato, nemmeno per un istante, la tentazione di uscire e seguire il popolo della Lega al Teatro della Gioventù che è a due passi dal Balilla, bar simbolo della city: il locale nel quale Belsito è entrato come socio, all’inizio della sua seconda vita, dove l’unico verde è quello dei coni al pistacchio e dello sciroppo alla menta.  
«No, non ho provato nemmeno per un attimo il desiderio di uscire per ascoltare il comizio, sarebbe stato come un salto indietro nel tempo - dice - fino a un passato che non mi appartiene più. Il mio presente adesso è qui, in questo bar». 
Belsito giura di non voler parlare. Ma (di fronte all’impegno di mettere per qualche minuto da parte le vicende giudiziarie sui diamanti e sui rimborsi elettorali allegri attorno a The Family) segue il cuore e si lascia andare. Riepilogando: Salvini, non è entrato nemmeno per un salto o per un caffè? «No». Rixi, che è sempre stato suo amico? «Nemmeno, non erano tenuti a farlo e politicamente forse era giusto così. Però militanti sì, parecchi sono venuti. E a chi mi ha chiesto un parere ho detto che Salvini sta facendo un buon lavoro». Certo, lei rappresenta una parte consistente della storia della Lega. «Lo so».  
Ogni stagione ha i suoi simboli, l’ampolla dell’acqua del Po di Bossi, col trascorrere degli anni, ha lasciato il posto ai diamanti della Tanzania e ai lingotti d’oro di Belsito, poi alle ramazze di Maroni, ora alle felpe di Salvini. Ma guai a fermarsi alle apparenze: dietro all’ampolla (e ai diamanti e alle ramazze e alle felpe) c’è molto di più. Nel bene e nel male. 
«Ho scelto da tempo di non parlare di queste cose, è una mia decisione e non cambio certamente idea. Perché tutto ciò che è legato alle vicende giudiziarie lo affido ai miei avvocati e il resto ce l’ho nel cuore, è una cosa privata». Va bene. Ma cosa pensa di Salvini, che le ha fatto un regalo non piccolo, visto che la Lega ha rinunciato a chiederle un risarcimento milionario? «Sta facendo quello che è giusto, cavalcando il malcontento della gente che non ne può più. Il futuro della Lega è lui». 
Per Belsito la Lega è qualcosa che appartiene a un’altra epoca, lui stesso è il passato, però è un passato scomodo. «Quando la vicenda processuale sarà finalmente conclusa, scriverò un libro», promette. O minaccia. 
E cosa dice di Rixi, il candidato della Lega alla guida della Liguria (un tempo suo amico)? «Spero che possa fare bene, certo il suo programma elettorale non lo conosco. E il programma, per un candidato, dovrebbe essere la cosa più importante. Sbaglio?». Probabilmente no, non sbaglia. E pazienza se nell’altra vita di Belsito, quando Bossi era ancora il senatùr non sempre le campagne elettorali si basavano su proposte concrete e progetti.  

«Mi auguro che Rixi ce l’abbia almeno nella testa, un programma. Ma adesso proprio devo andare, qui si lavora». Tra gelati al pistacchio e caffè lisci o politicamente corretti, la seconda vita del tesoriere Belsito è tra la cassa e il banco di un bar. La terza, quella da scrittore (per ora solo annunciata) fa già paura a qualcuno. 

LA NOTTE DELLA UNO BIANCA