venerdì 27 marzo 2015

Continua la promozione gratuita di Crime e Pàntaclo Su tutti gli Store!



Su tutti gli Store sta proseguendo la campagna promozionale dei miei ultimi due eBook: "Crime" e "Pàntaclo". Entrambi i libri sono in vendita gratuita senza limiti temporali.
Vista l'importanza dello Store indico solo il link di Amazon, ma, ripeto, i libri li potete trovare ovunque. 

martedì 24 marzo 2015

Non è un videogame



Mi sono chiesto più volte in questi giorni nei quali si sente parlare molto sui telegiornali dei "foreign fighters", ovvero di cittadini occidentali che vanno a combattere in Siria nel nome di Allah, quali siano i motivi o le ragioni che spingono questi giovani ad abbandonare gli agi della vita in un paese occidentale per catapultarsi in una realtà drammatica dove impera la guerra e il terrore. Che cosa spinge un giovane inglese o francese o italiano, che vive nell'epoca dell'iPhone e di Messi, ad abbandonare tutto, la famiglia, i genitori e magari la ragazza per imbracciare un kalashnikov e seminare la morte contro coloro che non la pensano come lui? Io credo che la risposta vada trovata all'interno della nostra stessa incancrenita società. Oggi i giovani non hanno più valori, se non quelli di portare i pantaloni con il cavallo basso e le mutande di marca bene in vista oppure di mettere delle inguardabili scarpe da ginnastica senza lacci. C'è una povertà di ideali che è disarmante e la colpa è anche o forse soprattutto dei genitori che non hanno mai tempo per seguire i loro figli e che quando si accorgono che hanno intrapreso una strada sbagliata è irrimediabilmente troppo tardi. Ma io mi chiedo come si possa diventare jihadista, quindi cultore dell'Islam, quindi cultore di una ben precisa religione, quando  questi ragazzi sono sicuro non hanno mai frequentato luoghi di culto e professato le loro religioni originarie. Che cosa ha di particolare la Jihad tanto da attirare dei giovani a combattere nel suo nome quando probabilmente questi stessi eroi non conoscono la differenza tra un libro di cucina ed il Corano. La risposta va trovata nella ricerca delle emozioni e dell'adrenalina. Questi ragazzi ammuffiti che passano il loro tempo al bar o a cazzeggiare in qualche centro commerciale, hanno bisogno di emozioni, ma di emozioni forti che neanche più le pasticche o la cocaina sono in grado di soddisfare. E allora partono, partono con il preciso intento di uccidere altri esseri umani, magari sgozzandoli, la più stratosferica delle emozioni. E non importa se lo fanno in nome di Allah, o di Budda o di Krishna: l'importante è farlo. E questo li fa sentire forti, invincibili, vivi ma pronti a morire, un'altra emozione fortissima.
Sono i nuovi mercenari, ma non al soldo di qualcuno. A loro basta vivere in prima persona uno dei tanti giochi di guerra imparati alla play station.
Non sono più ragazzi svaccati sul divano a guardare stronzate alla televisione, dei quali non gliene frega un cazzo a nessuno. Loro ora sono i "foreign fighters".

Pedofilia, Papa Francesco all'attacco



L'impegno di papa Francesco contro la pedofilia all'interno della Chiesa prosegue senza sosta. Il Pontefice lo ribadisce in una lettera ai superiori degli istituti religiosi e ai presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, confermando che non sarà abbassata la guardia su questo fenomeno: "Non c'è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori". Poi sottolinea come la tendenza che ha caratterizzato la Chiesa nel passato di tenere i casi nascosti per evitare scandali sia da respingere: "Non potrà, pertanto, venire accordata priorità - spiega - ad altro tipo di considerazioni, di qualunque natura esse siano, come ad esempio il desiderio di evitare lo scandalo".
"Le famiglie - scrive Francesco - devono sapere che la Chiesa non risparmia sforzi per tutelare i loro figli e hanno il diritto di rivolgersi ad essa con piena fiducia, perchè è una casa sicura". E invita vescovi e sacerdoti ad incontrare le vittime degli abusi: "Un dovere assoluto dei pastori". Il papa esorta vescovi e sacerdoti ad appoggiarlo nel "continuare a fare tutto il possibile per sradicare dalla Chiesa la piaga degli abusi sessuali sui minori e aprire una via di riconciliazione e di guarigione in favore di coloro che sono stati abusati".
Il Pontefice spiega nella lettera che "l'incontro con alcune persone che hanno subito abusi sessuali da parte di sacerdoti mi ha offerto l'occasione di essere diretto e commosso testimone dell'intensità delle loro sofferenze e della solidità della loro fede" e ripercorre nel testo l'iter che lo ha portato ad istituire la Commissione per la protezione dell'infanzia, da lui affidata al cardinale Sean O'Malley e della quale fanno parte anche due vittime di abusi.
Per fare pulizia ed evitare che in futuro si ripetano abusi sessuali, papa Francesco chiede di "vigilare con attenzione affinchè si dia piena attuazione alla Lettera circolare emanata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 3 maggio 2011 per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare linee-guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici". La lettera, inviata quando c'era ancora Ratzinger sul Soglio di Pietro, spiega la procedura da seguire in caso di abusi sessuali di sacerdoti su minori. Il documento ricorda che "la responsabilità nel trattare i casi spetta in un primo momento ai vescovi o ai Superiori Maggiori" e, se dopo un'indagine le accuse vengono ritenute credibili, il caso deve essere deferito alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Inoltre ricorda che le indagini devono essere condotte "con il dovuto rispetto nel proteggere la riservatezza delle persone coinvolte e con la debita attenzione alla loro reputazione". Poi impegna le autorità ecclesiastiche ad offrire "assistenza spirituale e psicologica alle vittime" e dispone che "venga escluso il ritorno del chierico al ministero pubblico se detto ministero è di pericolo per i minori o di scandalo per la comunità".


Davide contro Golia



Sono ore d'ansia presso le Cancellerie europee. Si stanno svolgendo le trattative sulla Grecia e il loro risultato potrebbe causare degli effetti sui mercati finanziari allo stato attuale imprevedibili. Dando per scontato che la Merkel non accetterà mai le condizioni poste dal "comunista" Tsipras, bisognerà capire quale sarà il contenuto dell'eventuale accordo tra i due capi di Governo.
Lo scenario più temuto dai burocrati di Bruxelles alla vigilia delle elezioni greche, ossia una vittoria schiacciante di Tsipras che gli consentisse di imporre alla Troika un drastico ridimensionamento del debito greco e un altrettanto drastico ridimensionamento dei sacrifici e delle misure di politica sociale subite in questi anni per potere ottenere la stratosferica cifra di 200 miliardi di euro per evitare il default, per loro fortuna non si è avverato.
Parliamoci chiaro. Io tifo per Tsipras e spero che, al di là degli inevitabili proclami elettorali che avevano lo scopo di arrivare alla pancia della gente, il politico greco abbia realmente la capacità e la forza per imporre alla Merkel almeno in parte le sue condizioni.
Quello della Grecia è senz'altro l'esempio più eclatante del fallimento dell'adozione della moneta unica in Europa. E' stato un atto scellerato quello di integrare nell'area Euro Paesi politicamente, economicamente e finanziariamente così diversi tra di loro. Non si può paragonare la Germania o l'Olanda con la Grecia e il Portogallo e purtroppo anche con l'Italia. Si sono imposte regole univoche e comuni a Paesi distanti anni luce tra di loro. E questi sono i risultati. Ma poi quello che è veramente grottesco è che i Ragionieri Filini della Commissione Europea, così pronti a fare le pulci su ogni provvedimento economico degli Stati membri, hanno accolto a braccia aperte la Grecia nella moneta unica senza minimamente accorgersi che i conti all'epoca presentati dal Governo Ellenico erano clamorosamente taroccati. Quando se ne sono accorti, era ormai troppo tardi e i poveri cittadini greci hanno iniziato a subire le pesanti rappresaglie rappresentate da provvedimenti economici tutti "lacrime e sangue".
Ecco la ragione per la quale tifo per Tsipras. I cittadini Greci non hanno colpe e non è giusto che paghino per l'idiozia e il suicidio economico dei loro governanti. Se Tsipras riuscirà ad aprire un pertugio nel Fort Knox di Bruxelles, forse avremo tutti una speranza che l'Unione capeggiata dalla Merkel abbandoni, almeno in parte, l'austera politica economica fatta di numeri non negoziabili e apra invece la via a misure economiche sostenibili e finalizzate allo sviluppo e alla creazione di nuovi posti di lavoro. 

lunedì 23 marzo 2015

Non chiamiamoli terroristi



Oggi la mia città è in lutto. Torino piange le sue due vittime, Antonella Sesino e Orazio Conte, barbaramente uccisi pochi giorni fa in Tunisia dalla follia omicida di alcuni appartenenti all'Isis.
Ecco è su come chiamare gli adepti di questa organizzazione dedita al massacro e alle esecuzioni indiscriminate di occidentali che vorrei spendere due parole. Vengono genericamente definiti "terroristi", forse perché la lingua italiana (bisognerebbe chiederlo a qualche appartenente all'Accademia della Crusca) non è in grado di esprimere un termine ancora più negativo, più nefasto, più dispregiativo che il semplice "terroristi".
Ma questi fanatici, a mio parere, non sono semplici "terroristi", sono ben di peggio.
Noi europei sappiamo molto bene cos'è il terrorismo. L'abbiamo provato sulla nostra pelle negli anni '70, con "Prima Linea", "Le Brigate Rosse", "La Baader Meinhof", l'"ETA".
Ma questi erano movimenti fortemente politicizzati ed avevano una ideologia, folle quanto si voglia, ma ce l'avevano. Il loro obiettivo era la distruzione dello stato costituito e democratico a favore di una sorta di dittatura del proletariato, l'eliminazione sistematica degli esponenti più rappresentativi di quello stesso Stato costituito, per indebolire la democrazia e le istituzioni. Lo stesso sequestro di Aldo Moro è stata un'operazione politica, la dimostrazione di onnipotenza del movimento che prima di assassinare il grande statista, lo ha utilizzato per fiaccare le difese degli organi democratici, mettendo gli uni contro gli altri, chi voleva trattare con i terroristi contro chi invece non intendeva cedere. Oggi si può dire con il senno di poi che quella fu un operazione politico/militare perfetta, che mise in ginocchio uno Stato debole e imbelle a rispondere con la dovuta fermezza e unità alle BR.
Ma questi macellai dell'Isis che disegno politico hanno? Quale è il loro obiettivo, oltre quello di uccidere il maggior numero possibile di occidentali? Oltre quello di spargere terrore e paura in una vasta area del nord Africa. Semplice. Non c'è nessun disegno politico, nessuna base ideologica del movimento, nessun reale obiettivo da raggiungere. Solo uccidere, uccidere e ancora uccidere. Nel modo più plateale possibile.
Cerchiamo nel vocabolario italiano o inventiamolo di sana pianta un nuovo termine che descriva compiutamente questi esseri al cui cospetto "i terroristi", per come li conosciamo noi, sono dei semplici ladri di banane.     

domenica 22 marzo 2015

I "Minorati PD"



Sono ormai mesi che imperversano su tutti i telegiornali notizie e servizi su quella che ormai è passata alla storia come la "Minoranza PD". Un manipolo di falliti che ha portato il partito al minimo storico nelle ultime Elezioni Politiche (25%), che ha governato per anni dimostrando incapacità e totale inettitudine nel reggere il confronto con il grande nemico "Silvio Berlusconi" che infatti, senza troppa fatica li ha umiliati, spazzandoli via dalla scena politica uno a uno.  
Ora che il PD è saldamente nelle mani di Renzi che lo ha portato ad ottenere quasi una percentuale bulgara nelle ultime Elezioni Europee, questi signori, che non riescono a farsi una ragione della loro sconfitta politica emersa democraticamente nell'ultimo Congresso, continuano imperterriti a contestare i provvedimenti del Governo, minacciano non si sa bene cosa, cercano disperatamente di non finire nell'anonimato riunendosi quasi ogni giorno per dire sempre le stesse cose, come se non si rendessero conto di essere il principale partito di Governo. Bersani, Fassina, Cuperlo, Bindi, nomi che fanno accapponare la pelle per come hanno ridotto il partito nel febbraio 2013. Ecco questi a mio parere non rappresentano la "Minoranza PD", ma i "Minorati PD". Minorati perché le lancette dei loro orologi sono rimaste ferme a più di un anno fa, prima che Renzi diventasse Presidente del Consiglio. Minorati perché continuano imperterriti a proporre soluzioni ad esempio in materia economica che sono ferme all'età della pietra. Minorati perché invece che appoggiare "senza se e senza ma" un governo il cui Presidente del Consiglio è il loro Segretario, lo provocano continuamente, minacciando di non votare provvedimenti importanti, comportandosi alla stregua di una opposizione. Minorati perché dimostrano di non avere assolutamente il polso del partito in mano. Affermano che c'è vasto disagio nell'elettorato del PD in questo momento, per le politiche messe in atto ultimamente dal governo. Ma tutti i sondaggi indicano il PD nettamente come primo partito con percentuali del 38/39%. Ma dove è allora questo disagio? E' nel loro cervello, sono loro ad essere disagiati perché hanno capito che il loro tempo è finito e che Renzi andrà avanti come un caterpillar infischiandosene delle loro minacce.
Da ultimo nella riunione che si è tenuta ieri è intervenuto anche Sua Eminenza, il principale responsabile del disfacimento del PD prima dell'avvento del Sindaco di Firenze: Massimo D'Alema.
Per dimostrare quanto siano "minorati" questi esponenti cavernicoli, D'Alema ha avuto il coraggio di affermare che Renzi sta guidando il PD "con arroganza".
E' incredibile, non credevo alle mie orecchie. L'uomo politico italiano più arrogante degli ultimi 30 anni che accusava Renzi dello stesso atteggiamento.
Un'ulteriore prova della bontà del titolo del mio articolo.     

sabato 21 marzo 2015

Un uomo solo al comando



Sono rimasto molto colpito dalle parole espresse pochi giorni fa da Papa Francesco, quando ha affermato di ipotizzare per se stesso un orizzonte temporale di vita molto breve, massimo due o tre anni.
I mass media hanno perlopiù etichettato questa "profezia" come una battuta, un tentativo un po' macabro del Santo Padre di scherzare sul proprio conto. D'altra parte, pare, che non sia la prima volta che il Papa si lasci andare a "battute noir". A giugno durante un colloquio con alcuni giovani della diocesi di Roma nei Giardini Vaticani, avrebbe scherzato a proposito dell'aspetto "definitivo" dell'incarico papale.
Niente di particolare, allora direte voi. Un semplice "coup de théatre".
Io non ne sarei così sicuro. Papa Francesco sta combattendo una battaglia senza eguali nella centenaria storia pontificia. E' un Papa "borderline", al di fuori di quelli che sono i canovacci tradizionali della tradizione pontificia. E la Curia Romana, del tutto impreparata, sta arrancando, tentando di stare al passo della sua Somma Guida.
Ed è per questo che mi piace immaginare Papa Francesco come Coppi alla conquista di una cima alpina o pirenaica durante un Tour de France.
"Un uomo solo al comando". Francesco come Coppi è in fuga solitaria sui tornanti del Tourmalet, con un vistoso vantaggio sul gruppo degli inseguitori capeggiato dai più alti prelati della sua Curia.
Se la storia verrà rispettata non lo prenderanno e Francesco/Coppi trionferà.
La profezia del Santo Padre però non è da sottovalutare. 
Mi auguro che in Vaticano la malaria sia stata definitivamente debellata.       

LA NOTTE DELLA UNO BIANCA