In gabbia

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domenica 12 aprile 2015

Giardiello, eroe del web



I cadaveri delle vittime ammazzate da Claudio Giardiello erano ancora caldi che su Facebook appariva una pagina inneggiante all'assassino intitolata "Claudio Giardiello Vittima dello stato".
Ora, premesso che all'imbecillità non c'è limite e proprio sui Social Network ne abbiamo quotidiane dimostrazioni di tutti i tipi e generi, c'è da capire cosa ha mosso le dita della mano dell'autore della pagina per digitare sulla tastiera del proprio computer le bestialità che ha scritto.
Prima di tutto una sana ignoranza. Definire Claudio Giardiello una vittima dello stato è come dire che l'Isis è una Onlus senza fini di lucro. Prima che pluriomicida, Giardiello è semplicemente un delinquente. Altrimenti perché si sarebbe trovato in un'aula del Tribunale di Milano sottoposto a processo per bancarotta fraudolenta? E' stato definito dai mass media un imprenditore al quale gli affari sono andati male con un mare di debiti. Allora non incominciamo, come al solito, a dare la colpa alle banche strozzine o alla famigerata Agenzia delle Entrate. Claudio Giardiello era un pseudo imprenditore che semplicemente non sapeva fare il proprio mestiere e la bancarotta delle sue società ne sono la prova provata. Ma non si pensi che lui sia l'unico. Ci sono decine, centinaia, forse migliaia di imprenditori che semplicemente non sono capaci o non sono in grado di svolgere proficuamente un'attività imprenditoriale. Moltissime iniziative vengono avviate con estrema superficialità, senza una attenta analisi del rapporto costi/ricavi, senza un business plan che indichi nel medio periodo le potenzialità della nuova attività. E poi semplicemente ci sono imprenditori che pensano alla grande, che credono di poter produrre con profitto 100, quando il core business al massimo può essere di 10.   
Fatevi una passeggiata in una qualsiasi via importante di una qualsiasi città. Troverete delle duplicazioni senza senso, che portano poi alla inevitabile chiusura di innumerevoli esercizi commerciali.
Prendiamo il settore immobiliare. Continuano a nascere cantieri con enormi striscioni con su scritto "vendesi appartamenti" (anche di pregio). 
Ma chi li compra in questo periodo di crisi? Le banche non concedono più i mutui, il lavoro è sempre più precario, le giovani coppie non hanno i soldi per acquistarsi un appartamento anche modesto. Mi sembra quasi che si tratti di iniziative imprenditoriali suicide, dove il finale è scontato: o finiscono i soldi e l'impresa di costruzioni non ha più le fonti finanziarie per proseguire i lavori, o le case vengono finite, ma gli appartamenti rimangono invenduti. In tutte e due i casi la conseguenza per l'impresa di costruzione è una sola: il fallimento.   
In conclusione Claudio Giardiello non è una vittima dello stato, ma semplicemente una vittima della propria insipienza, della volontà di fare un mestiere che non era il suo e forse proprio questa consapevolezza da lui stesso percepita ha armato la sua mano dando vita alla sua frustrazione omicida. 

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