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Visualizzazione dei post da Settembre, 2015

Volkswagen, al Ceo dimissionario Martin Winterkom spetterà una pensione da 28,6 milioni. Anche di più con la buonuscita...

Prendete il numero di auto "truccate" da Volkswagen (11 milioni), moltiplicatelo per tre e convertite il tutto in euro: ecco, quella è la "buonuscita" con cui l'ex Ceo ieri dimissionario Martin Winterkorn tornerà a casa. 33 milioni in totale. Nello specifico, per l'uomo che dice di non "aver fatto nulla" ed aver appreso del Dieselgate dai giornali, ci sarà una pensione da 28,6 milioni di euro. E' quanto emerge dall'ultimo report annuale, che, spiega Bloomberg, "non indica condizioni per cui la somma potrebbe non venire pagata". A Winterkorn potrebbero anche andare due annalità in caso di uscita per, appunto, totali 33 milioni, ma la parola spetta al board che potrebbe ridurre la somma. Il 68enne lo scorso anno aveva guadagnato 16,6 milioni di euro, il secondo stipendio più alto della Germania. Fra le circostanze citate dal report c'e' anche la decisione del board di porre fine al mandato di Winterkorn prima della scadenza,…

Una storia incredibile. Manifesto a Paternò annuncia il battesimo del figlio di un pregiudicato: "Questa creatura è cosa nostra". Rimosso

Una storia che soltanto in Italia può avvenire. Manifesti di sei metri per tre che annunciano il battesimo, domani, di un bimbo con nome e cognome con la scritta "Questa creatura meravigliosa è cosa nostra" e la foto del piccolo con la coppola sono comparsi in alcuni comuni tra Riposto e Giarre nel catanese. Il questore di Catania, Marcello Cardona, ne ha disposto la rimozione. Il bambino è figlio di un uomo in passato più volte denunciato per associazione mafiosa e ritenuto vicino al clan Laudani. Nel poster si preannuncia la presenza di alcuni cantanti, noti per la loro partecipazioni a programmi televisivi, e anche di artisti neomelodici. Sono state avviate indagini della polizia. La festa pubblicizzata nel cartellone è privata e si svolgerà in una villa a Giarre. Sul manifesto appare anche il logo di radio Universal. I nomi degli ospiti della serata sono noti nella zona: il cantastorie Luigi di Pino, Angela Troina, Claudio Tropea, i neomelodici Gianni Narcy e Dany Diamant…

Renzi ha fatto bene ad andare a N.Y. Basta con la Casta ignorante di sport

Flavia Pennetta e Roberta Vinci hanno portato lo sport italiano nella storia e, la prima, ha scritto a lettere cubitali il proprio nome e cognome in uno dei templi del tennis mondiale. Eppure, nel Belpaese i cui confini a volte collimano con la repubblica delle banane, c’è stato qualcuno che di questa straordinaria impresa se n’è infischiato. L’importante era polemizzare con Renzi, reo di essere volato a New York per essere presente all’evento insieme con Malagò, capo dello sport tricolore. Per evitare di fare loro pubblicità, mi guarderò bene dal fare i nomi di quelli che, a vario titolo e a seconda della strumentalizzazione per loro più proficua, hanno tirato ad alzo zero sul blitz del premier. Della Casta e dei suoi immondi privilegi abbiamo le tasche piene. Della Casta ignorante di sport, pure. Avvertenza per i somari che ragliano nei pressi dei palazzi del potere: ignorante sia inteso nel senso etimologico del termine. Dal vocabolario Treccani: “Chi non conosce una determinata ma…

Giornalisti, tornate alle Scuole Elementari

Kamilah Brok, la polizia non crede che lei, afroamericana, possa essere la proprietaria di una Bmw: rinchiusa per 8 giorni in un ospedale psichiatrico. Otto lunghissimi e terribili giorni chiusi in una cella di un'ospedale psichiatrico solo perché la polizia non le aveva creduto. A cosa? Che una donna di colore potesse essere la proprietaria di una Bmw. Sta facendo molto discutere in America, come ha raccontato Huffpost Usa, la storia della banchiera trentaduenne Kamilah Brok. Fermata ad un semaforo perché "non aveva le mani sul volante" e per un controllo la donna è stata prima arrestata dalla polizia di Harlem e poi rinchiusa per otto giorni nell'ospedale psichiatrico di Harlem. Sedata e forzata a prendere medicinali contro la sua volontà. Oggi Kamilah è tornata a raccontare la sua storia in tv parlando di quei terribili giorni, della denuncia avanzata contro la polizia alla Corte Distrettatuale dello stato di New York e di quei soldi (13 mila dollari di spese medic…

Un racconto incompiuto...

Purtroppo devo interrompere la pubblicazione del racconto "Stalking - Una storia vera" di Laila Senna. Laila sta male. Il suo stalker  ha ripreso a perseguitarla con ingiurie, insulti e minacce e lei non riesce più a reggere il peso di questo suo dramma personale. Laila è sola, nessuno la sta aiutando, è alla mercé del suo aguzzino. Io mi chiedo come sia possibile che lo stalker , tra l'altro già oggetto di ripetute denunce, possa liberamente e pubblicamente distruggere la vita di una donna. Questo caso dimostra ancora una volta tutti i limiti dell'attuale legge contro lo "stalking". Il problema non è stato risolto. Anzi. La certezza della pena per i persecutori, anche recidivi, non esiste. L'unico modo perché finiscano in galera è che ammazzino la loro vittima. Complimenti al nostro legislatore e alle Forze di Polizia che hanno il preciso compito di difendere l'incolumità dei cittadini, ma che nei casi di stalking fanno esattamente il contrario. Forza Lai…