In gabbia

In gabbia

domenica 10 maggio 2015

Incidenti stradali: mille morti italiani e Stato illegale



Per fortuna gli stranieri non sanno la verità sull’Italia: siamo l’unico Paese al mondo dove la polizia deve segnalare dove mette gli autovelox. Non può nascondersi. La nostra legge vieta tecniche astute per individuare chi non rispetta il codice della strada. La nostra legge non punisce i venditori di TomTom e simili, che ti segnalano dove sono piazzati gli autovelox. E non vengono arrestati i direttori degli importanti quotidiani nazionali che pubblicano manualetti su come fregare le macchine fotografiche delle Forze dell’Ordine con trucchi casalinghi.
Ma che Paese è mai questo che prevede il diritto di chi contravviene alla legge di trovare spacciatori di consigli per violarla?
Che Nazione è quella che lega le mani alla polizia costringendola a segnalarsi, così che i furbi possano non farsi fregare?
Uno Stato che complotta con chi non rispetta le sue leggi è illegale esso stesso?
E non stiamo parlando di una questione di poco conto: sulla strada i morti sono 7 volte di più di tutti gli omicidi!
Nel 2013 in Italia sono morte sulle strade 3.385 persone, 181.227 incidenti stradali con lesioni, 257.421 feriti, 20mila invalidi. Un’ecatombe.
Ridurre del 30% queste morti sarebbe possibile, vorrebbe dire raggiungere il livello dell’Inghilterra, sarebbero mille morti in meno (e 6 miliardi di euro di spese sociali risparmiati). Raggiungere il tasso di mortalità della Svezia (264 morti nel 2013 con 9 milioni di abitanti) vorrebbe dire dimezzare la mortalità.
Se si volesse combattere decisamente l’illegalità stradale si potrebbero utilizzare i tempi presi da Autostrade spa, quando prendi il biglietto all’entrata e poi paghi all’uscita. Il computer registra l’ora. Si potrebbero multare tutti quelli che impiegano troppo poco tempo rispetto al limite di velocità. Semplice come fare una telefonata con il cellulare. Poi si potrebbero allestire una ventina di auto civetta della polizia con telecamere e rilevatori di velocità che vadano su è giù per l’autostrada e sequestrano l’auto a chiunque li superi. Oppure si potrebbe rendere obbligatoria la scatola nera che registra le velocità del mezzo, oltre a localizzare gli incidenti. Ma anche questo la legge non lo prevede. Sarebbe una carognata verso chi infrange la legge.
E ancor di più otterremmo con una robusta campagna parallela di informazione. Ad esempio, inserirei nel percorso per ottenere la patente una gita in un pronto soccorso nei pressi dell’autostrada, il sabato sera dopo la mezzanotte.
E che si possa fare qualche cosa è evidente, l’introduzione delle cinture di sicurezza, della patente a punti e quel poco di educazione stradale che si è fatta hanno portato alla diminuzione dei morti del 52,3%, dal 2001 al 2011.
E questo dovrebbe spingerci a fare di più e impegnarci a eguagliare i Paesi più virtuosi.

Ps.
A fine febbraio 2011 Renzi, allora sindaco di Firenze, firmò una petizione (che raccolse 50mila firme) per l’introduzione del reato di omicidio stradale, già presente in altri Paesi.


Nessun commento:

Posta un commento