In gabbia

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giovedì 16 aprile 2015

L'Italia, il Paese dei ricorsi



E' in atto una migrazione di rappresentanza. Da anni è sempre meno il Parlamento a farsi carico delle domande dei cittadini e sempre più la magistratura. La pessima legge elettorale del Porcellum non è stata revocata dalla politica, ma dalla Corte Costituzionale, attivata da un semplice avvocato e da un giudice che ha ritenuto fondata la questione. Anche la clamorosa sentenza sulle torture di Genova è venuta dalla magistratura (europea) alla quale si era rivolto il semplice cittadino Arnaldo Cestaro, visto che il Parlamento da anni tiene bloccata la norma che dovrebbe istituire il reato di tortura. Contro la corruzione la politica concede controvoglia e dopo anni una legge annacquata dal divieto di usare l'arma delle intercettazioni contro i corrotti delle milioni di aziende non quotate in borsa.
Così i cittadini vedono nell'Anticorruzione di Cantone (ex magistrato), l'unica istituzione in grado di rappresentare il bisogno di onestà.
I politici si sono accorti di questa "migrazione di rappresentanza" e hanno reagito contro i giudici. Solo così si spiega la rapida approvazione del provvedimento intimidatorio che estende la responsabilità civile dei magistrati oltre le previsioni fisiologiche già in vigore. Insomma, bloccata la politica si sta affermando l'idea che il deficit di rappresentanza non ha bisogno di nuovi partiti, ma di nuovi ricorsi.  

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