Passa ai contenuti principali

Lo scandalo della DIAZ



La domanda sorge spontanea: l'Italia è un paese a vocazione democratica? Verrebbe da dire di sì, in fondo ciascuno di noi è libero di pensare e di agire liberamente in questo Paese. Ma questo stesso Paese nella sua storia definiamola "democratica" si è macchiato di alcuni episodi che richiamano alla mente i peggiori regimi sudamericani. L'assalto alla scuola DIAZ, durante i drammatici fatti accaduti in occasione del G8 di Genova nel mese di luglio del 2001, è senz'altro uno di questi.
Ieri l'Italia ha subito una sentenza senza precedenti per un Paese occidentale e infamante per una nazione che ritenga di coltivare la democrazia. La Corte dei Diritti Umani di Strasburgo ha condannato l'Italia per tortura. Sì avete letto bene: TORTURA!
Nell'assordante silenzio dei mass media che hanno relegato la notizia quasi nei titoli di coda, è emersa finalmente la verità, verità peraltro ben nota a tutti, ma rimasta in questi anni nascosta in un cantuccio, protetta da governi di destra e di sinistra, ma pronta ad esplodere in tutta la sua virulenza.
Come ai tempi di Pinochet, la Polizia quella notte non solo fece irruzione nella scuola manganellando chiunque ci fosse dentro, non solo costruì false prove per giustificare la violenza dell'intervento spacciando dei poveri ragazzi per violenti Black Bloc, non solo tentò di manipolare completamente i fatti per lasciare impuniti i carnefici di quella mattanza. Quella notte gli uomini con la divisa che avevano giurato di proteggere i loro concittadini hanno usato una violenza completamente spropositata e gratuita nei confronti di inermi ragazze e ragazzi che avevano avuto l'unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato, la sera sbagliata.
Ovviamente i politici, soprattutto di destra, si sono affrettati a dire che quello fu solo un episodio isolato e che bisogna elogiare la Polizia per l'abnegazione, il sacrificio e bla, bla, bla.
Nessuno mette in discussione la lealtà e il coraggio della stragrande parte degli appartenenti alle Forze di Polizia. Ma questa sentenza è una mazzata che fa male, molto male, per quelli come me che credono nei valori democratici e che cercano di insegnarli ai propri figli.
Come Paese Italia ci facciamo giustamente paladini contro la pena di morte. Incominciamo a cercare di cancellare quel marchio infame con una legge contro la tortura. Poi, forse, avremo il diritto di parlare.      

Commenti

Post popolari in questo blog

La maledizione del numero 7

Nel mio penultimo libro dal titolo “Pàntaclo” (pentacolo in latino), narro una storia molto complessa che si basa sostanzialmente sull'esistenza di una setta, “La Setta del Pàntaclo”, il cui obiettivo era quello di far avverare un’antica Profezia che prevedeva il totale sovvertimento dei credi religiosi con l'abbattimento di tutti quelli esistenti per farne prevalere uno solo: l'adorazione di Satana. Durante la scrittura del libro mi è capitato di imbattermi spesso in date e numeri e poco a poco sono arrivato a delle scoperte sconcertanti. Il numero della Bestia o Satana indicato nel Nuovo Testamento, nell'Apocalisse di Giovanni, è il ben noto 666. Ma tale numero può essere anche scomposto e diventare un altro numero. Se moltiplichiamo 6 per 3 otteniamo 18. 8 meno 1 è uguale a Sette. Ecco secondo la mia interpretazione il vero numero del demonio non è 666 bensì 7. Perché affermo questo? Perché tutti gli atti più efferati che hanno contraddistinto il mondo occidentale negli …

Kleine Zufriedenheit...

Ancora un primato! Sullo Store Amazon in Germania i miei eBooks "Il segreto di Giulia" e "Thriller Trilogy" sono rispettivamente 1° e 2° nella classifica degli eBooks gratuiti più venduti nella Sezione "Azione e Avventura" in lingua italiana. Außergewöhnlich!

L'ultima fatica!

Può esistere un’amicizia tra un uomo e una donna? Molti affermano che non sia possibile. Addirittura Oscar Wilde scriveva che “Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia”. Altri affermano il contrario dichiarando che l’amicizia possa esistere.
L’Autore affronta in questo libro il dibattuto tema di cui sopra, narrando la storia di Chiara e Michele.
I due protagonisti si conoscono da giovani lavorando entrambi nello stesso Studio Legale. Tra i due nasce subito un rapporto che va ben al di là della semplice conoscenza lavorativa. Michele sente di provare un’attrazione nei confronti di Chiara, ma non si fa avanti perché lei è già impegnata sentimentalmente.
Trascorsi cinque anni le strade di Chiara e Michele si dividono e cessa anche la loro frequentazione.
Dopo 25 anni, del tutto casualmente, Michele consultando la rubrica del cellulare scopre che possiede ancora il numero telefonico di Chiara. Lo assale un desiderio incont…